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10

ott
2013

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By Lorenzo

Buonismi

On 10, ott 2013 | No Comments | In Personal | By Lorenzo

Oggi è una bella giornata di cielo blu spazzato dal vento, e non avrei potuto ricevere un ritaglio più divertente.

E’ una lettera di protesta inviata al direttore di un giornale locale cercando aiuto e attenzione per catturare un “cane di grossa taglia, forse un pastore maremmano […] libero come l’aria”, salvando il proprio vicinato da quella che par di intuire sia una minaccia. Mi diverte essere annoverato nella firma “tutti gli abitanti dell’alta collina”, perché la mia casa italiana si trova proprio lì, ed essere anch’io minacciato da questa bestia “libera come l’aria”, che cosa magnifica. In realtà gli abitanti di questa minuscola strada di campagna sono tenacemente divisi sulle opinioni e sulle sorti del povero cane: gli schieramenti sono due, chi lo teme, e chi lo ama.

Si tratta di un pastore maremmano maschio, di circa quattro anni di età, che da circa due anni vive da solo nei boschi. Alle sue prime apparizioni tutti guardavano con sospetto questo cane bianco, che osservava da lontano senza farsi avvicinare, in alcun modo. Il fango invernale che sporcava il suo manto ha vinto i timori di alcuni e piano piano hanno iniziato a comparire ciotole di cibo lasciate per lui, che per lungo tempo non ha nemmeno sfiorato. Mentre qualcuno cercava di avvicinarlo, incuriosito da questa dignitosa riservatezza, altri hanno iniziato a portare fuori i propri barboncini muniti di campanaccio da vacca e bastone di noce. Il terrore che addentasse il proprio cagnetto ha monopolizzato ogni discussione, ha turbato il giretto quotidiano nella natura. Per quanto il diavolo bianco, o quel bastardo!, non si fosse mai avvicinato ad alcuna persona, ed anzi mostrandosi piuttosto di rado.

Ha deciso di farsi avvicinare solo dopo molti mesi, ma solo da donne, scappando veloce e leggero non appena sente una voce maschile, ed avrà le proprie ragioni. Ogni mattina all’alba aspetta sdraiato sul bordo di un prato le sue persone di fiducia insieme ai loro cani, si fa accarezzare con buon godimento e sgranocchia una fetta biscottata. Poi torna nei suoi prati.

Ognuna delle due parti, se pure con ovvi diversi propositi, ha contattato più e più volte l’accalappiacani, i vigili urbani e i veterinari, senza che si trovasse un padrone e nemmeno il cane. Una signora è riuscita a fargli applicare un microchip a proprio nome e l’ha portato nel giardino di casa sua, ma dopo poche ore si era già ripreso la propria libertà. Sono diverse le persone che vorrebbero tenerlo con sé, ma lui non è mai stato d’accordo: è sempre fuggito da ogni casa per tornare nei suoi prati. Il pastore maremmano è una razza antica, solida, allevata per proteggere le greggi in maniera indipendente dai comandi umani: non ha bisogno che alcuno gli dica cosa fare, lo sa già, e sa decidere da solo cosa è meglio. Questo in genere decide per la libertà, e di nuovo avrà le sue ragioni.

Quindi è chiaro: in questa nostra “bell’Italia” in molti si sono seriamente preoccupati per lui, semplicemente finora è lui stesso ad aver fatto le proprie scelte. Che non hanno mai contemplato, e mai contempleranno, il mangiarsi un barboncino profumato di lavanda, o attaccare una donna solo perché rutta come un lupo. Non ne ha alcuna ragione. Che le persone cerchino di parlarsi e di spiegarsi sarebbe altrettanto impossibile – figuriamoci cercare di capire il cane stesso.

Per quanto mi riguarda è un animale bellissimo. Decide per sé, “libero come l’aria”, vive in mezzo a noi da pari, con rispetto e dignità. E’ capitato così, ed è raro che accada con questa gentilezza, con rapporti tanto naturali. Sono sicuro che se non dovesse più temere campanacci e bastoni potrebbe anche decidere di scegliersi una casa ed iniziare una nuova tappa della propria vita.

Queste mie righe sono assai più povere del suo proprio essere, purtroppo. Ed anche io che viaggio.

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