Image Image Image Image Image

© Copyright 2012 Lorenzo Barbieri | RSS | Email

Â

Share Button
Scroll to Top

To Top

Blog - Editorial and publications

Rovine e debolezze

On 28, lug 2013 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

Abbiamo lasciato Pechino nel mezzo dell’inverno con un’ultima passeggiata tra le strade vecchie e ghiacciate, in mezzo a manifesti di demolizione appesi ai muri. Poche righe di caratteri ad elencare nomi di strade e vicoli, numeri civici e metratura degli spazi, termini di sgombero e rimborsi agli attuali proprietari.

Presto crolleranno altri hutong, i vicoli su cui si affacciano vecchi portoni di legno pesante che celano cortili di alberi e pietra, case di un solo piano e tetti spioventi, per aree un tempo vastissime appartenenti a singole famiglie di prìncipi o notabili che si sono via via ridotte nel tempo sino all’abusivismo di oggi, con secondi piani improvvisati e baracche costruite in ogni angolo libero dei cortili, tagliando o addirittura incorporando l’albero che occupava questo spazio.
Le corti rimaste intatte sono tesori preziosi in cui godere di silenzio e rumori naturali pur trovandosi nel cuore di una metropoli mondiale. Hanno storie lontane, profonde, interminabili; non sono improvvisazioni di alcun governatore.

Sono per lo più abitati da persone anziane lì nate e cresciute, che con i soldi del rimborso potranno trasferirsi in una periferia lontana qualche chilometro, in palazzi più alti dagli indirizzi chiari, senza più alcun vicinato. Non è dato sapere con esattezza cosa succederà, ma pare che il piano preveda qualcosa di simile a quanto fatto in periodo olimpico con l’area di Qianmen, a sud della città proibita, in cui uno dei più vivaci e orgogliosi tra i vecchi quartieri è stato abbattuto per fare posto a edifici nuovi e tuttora inutilizzati. Nei proclami governativi questi nuovi edifici sono del tutto identici ai fasti imperiali del passato, privi ad esempio di tutte quelle stupide insegne, biciclette, e vari altri segni di vita quotidiana che ne minavano l’autenticità.

Come al solito, nessuna via di mezzo è possibile. Non una ristrutturazione, un piano sensato di restauro e riqualificazione dell’area. Noi stranieri abbiamo amato questa zona, spendiamo nottate ad ascoltare musica nelle piccole case di sassi, a sentire quella chitarra o quella voce in viaggio nomade per l’immensa Cina. I media sono ormai disinteressati, e questo ha senso: tutti sanno, tutti dicono che così è la Cina, loro distruggono e rinnovano. Noi siamo stati loro ospiti in questo tempo, e lo siamo ancora nella distruzione e nel “rinnovamento”, non molto diversi da un albero che in quel cortile credeva di aver trovato rifugio.

Share Button

Tags | , , , , , ,

Submit a Comment

.intro { font-size: 2em; }