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Blog - Daily

Sogna di inseguire conigli

On 25, feb 2013 | No Comments | In Blog - Daily, Giochi e computer art | By Lorenzo


Il cane Angie sta sognando un pezzo di terra coi colori del tramonto, quelli dell’ora della passeggiata. Piccoli conigli bianchi corrono tra le rocce, negli anfratti, nel sottobosco. Angie li rincorre saltellando, quando li raggiunge si scopre quieto e i due si parlano. Ogni volta sono poche battute, i cani come i bambini si annoiano presto, e riprende a correre. Ogni tanto si ferma, fiuta un nuovo coniglio e riparte l’inseguimento, sino ad una nuova conversazione.
Sta parlando con il proprio padrone, nel sogno ogni coniglio è uno scambio di battute con il proprio padrone, a casa da solo.
I due si ritrovano separati per la prima volta dopo undici anni. Entrambi soffrono nel proprio abbandono. Nel sogno si raccontano ogni cosa, fino allo struggente, immaginabile epilogo finale.

Il sogno del cane Angie si svolge in Ruins, una storia interattiva tramite cui è immediato comprendere quale sia la potenzialità espressiva dell’interazione digitale. E’ un gioco essenziale, dura un niente, una ventina di minuti, ed è rigiocabile più volte per scoprire battute di dialogo che non si erano pronunciate la prima volta.

Parla dell’ineluttabile abbandono, della morte del proprio compagno. Chiunque abbia mai avuto un cane può capire molto bene cosa significhi. Come sa che il dolore più lancinante che un cane possa provare è quello di essere abbandonato dal proprio padrone. Lentamente si comprende che il cane Angie da alcuni giorni si sentiva stanco e malfermo sulle zampe, e il padrone lo porta in clinica per un controllo. E’ costretto a lasciarvelo per la notte. Gli viene detto sul momento, non lo sapeva. Nella clinica avviene il loro ultimo incontro. Con Ruins viviamo la loro ultima notte, il loro sogno comune.

Il piccolo, unico gesto che l’opera ci richiede è usare i tasti direzionali per rincorrere conigli con Angie, per Angie, e questa nostra piccola azione rende ogni sensazione più nitida, più immediata, più semplice. Come era il nostro rapporto con il nostro Angie: puro ed immediato, sincero, pulito.

Sono totalmente nuovo alle storie interattive e ai videogiochi indipendenti, e con piacere scopro il valore comunicativo di queste minuscole, essenziali azioni che ci vengono richieste nella fruizione. Non hanno meramente effetto sulla soglia del coinvolgimento, ma sono vero e proprio linguaggio e medium di significato, che diventa più puro, delicato e diretto.

In Ruins si incrociano la storia privata del padrone e la minuta storia del proprio compagno canino, mentre il sogno si dissolve, e così anche l’abbandono, sino a lasciarci nell’ultimo interminabile momento soli con noi stessi.

Riferimenti: “Ruins. A game about a dog chasing rabbits through a shadowy landscape“, di Carboard Computer, nelle persone di Jake Elliott e Tamas Kemenczy. Consiglio vivamente di provare altri giochi degli stessi autori, quasi tutti gratuiti, soprattutto “A house in California“, breve e minimale avventura grafica in cui si interagisce usando verbi quali “remember” e “forget”.


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