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Pechino

Dio e il Partito hanno salvato Vivianne Westwood

On 14, ago 2013 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

“Il Governo cinese mi ha chiesto di inviare ogni testo che abbia mai scritto, e sorprendentemente mi hanno approvato”, ha dichiarato John Lindon in un’intervista pochi giorni prima di arrivare a Pechino con i suoi PIL. “Sono dotati di incredibile buon gusto, oppure non hanno idea di chi hanno di fronte. Non vedo l’ora di scoprirlo”.
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Cui Jian, un pezzo di tessuto rosso

On 28, lug 2013 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

 

Dopo averne accennato il mese scorso in questa rubrica, mi ha fatto piacere ritrovare il grande vecchio del rock cinese, Cui Jian, che ha incontrato il suo pubblico per una chiacchierata nello splendido club Capital M, affacciato sulla porta sud di piazza Tiananmen. Ventiquattro anni prima in quella stessa piazza cantava la sua canzone “Nothing to my name”, un pezzo di pura passione giovanile, l’urlo di libertà di un freewheellin‘ senz’altro che la propria individualità mentre cerca di prendere per mano i ragazzi che lo stavano ascoltando, e insomma tutta la sua Cina.

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Dissero: I ritmi della musica jazz sono contrari ai bisogni psicologici di un uomo

On 28, lug 2013 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

 

Graham Earnshaw nel 1979 era un giovanissimo giornalista Reuters appena trasferitosi a Pechino, dopo una già discreta lista di avventure in terra d’oriente seguendo la scia di altri “arrogant bastards” che lo avevano preceduto. Era l’epoca delle prime aperture che permisero, tra l’altro, ai pochissimi stranieri residenti di svagarsi in piccole discoteche all’interno degli hotel loro riservati. Prima di allora la musica contemporanea cinese non solo non conosceva nulla di quanto avveniva nel mondo, ma non aveva nemmeno mai potuto esprimere alcunché di vagamente intimo. Di pochissimi anni prima era un opuscolo degli ultimi tempi della Rivoluzione Culturale intitolato “Come distinguere la musica decadente”, che si reggeva su concetti quali “I ritmi della musica jazz sono contrari ai bisogni psicologici di un uomo”.

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Rovine e debolezze

On 28, lug 2013 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

Abbiamo lasciato Pechino nel mezzo dell’inverno con un’ultima passeggiata tra le strade vecchie e ghiacciate, in mezzo a manifesti di demolizione appesi ai muri. Poche righe di caratteri ad elencare nomi di strade e vicoli, numeri civici e metratura degli spazi, termini di sgombero e rimborsi agli attuali proprietari.

Presto crolleranno altri hutong, i vicoli su cui si affacciano vecchi portoni di legno pesante che celano cortili di alberi e pietra, case di un solo piano e tetti spioventi, per aree un tempo vastissime appartenenti a singole famiglie di prìncipi o notabili che si sono via via ridotte nel tempo sino all’abusivismo di oggi, con secondi piani improvvisati e baracche costruite in ogni angolo libero dei cortili, tagliando o addirittura incorporando l’albero che occupava questo spazio.
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Io ed Helen

On 28, lug 2013 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

Oltre una piccola porta di legno protetta da due leoni di pietra, accanto all’entrata del vecchio ammiragliato, c’è un club dipinto di rosso e sul palco, in un giovedì notte di fine novembre, Helen Feng con i suoi Nova Hearts.
Tra il 2007 e 2008, quando Pechino era lanciata verso i grandissimi eventi olimpici e ombre e disillusioni erano quasi impalpabili, o perlomeno lo erano nelle sue nottate, dopo le due di notte era facile trovare Helen accanto alla console di un club a forma di alveare, nel seminterrato di un mall deserto, che cantava accanto a un dj scheletrito e impazzito che le metteva basi seguendo la cadenza dell’amplesso musicale che andava inscenando. Sapeva mettere mestiere per accendere il delirio, per sedurre da consumata amante incarnando tutto ciò che l’espatriato occidentale medio di quel tempo poteva volere per le proprie notti di est estremo.
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Rose di seconda mano

On 28, lug 2013 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

Il mio zio di Cina preferito parcheggia la sua berlina nera a 200 chilometri dal confine russo e ad altri 200 da quello nordcoreano. Ha le cromature lucidate e, ad estrosa differenza dai suoi vicini di parcheggio, nemmeno una pelosa pellaccia di animali della steppa a decorarne i sedili, perché è uno zio raffinato.  Read more…

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Prima notte a Pechino per Rumore Magazine

On 11, set 2012 | No Comments | In Blog - Editorial and publications | By Lorenzo

 

Una notte a Pechino mi ero perso. Ero arrivato da poche settimane, e mi ero perso in un piazzale molto tipico, circondato da fiochi profili di abomini edilizi, e SUV che mi sfioravano andando a sparire oltre un’insegna luminosa ad arco, color dell’arcobaleno, cinese proprio, il buio attorno.
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